Nomi femminili e maschili che iniziano con la lettera “M”..



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Mahi, nome di radici sanscrite “amato”, swahili “avere” e hawaiano “lavoro”, che racchiude affetto, prosperità e impegno.
Mahia, di origine Māori, è la forma verbale di *mahi* che significa “lavorare, fare” ed è interpretato come “destino” o “destinazione”, ed è un nome unisex.
Mahib è un nome di origine araba, derivato dalla radice ḥ‑b, e significa “colui che ama” o “amato”, evocando l’affetto e la cordialità.
Mahiba è un nome di origine araba, derivato da *maḥbūb* (محبوب) che significa “amata”, usato soprattutto nelle comunità musulmane per indicare affetto e amore.
Mahid, nome di origine arabo‑persiana, significa “generosità” o “donare” e, in alcune interpretazioni, “chi porta la luce della luna”.
Mahidur è un nome di origine araba‑persiana, che significa “gemma della luna” o “luna che brilla come una perla”.
Mahiepala mudalige keren, con radici sanscrite, sinhalese e semitiche, significa «il grande protettore del primogenito, luce guida», incarna maestosità, primogenitura e illuminazione.
Mahika è un nome indù derivato dal sanscrito *mahika*, che significa “terra” (o, poeticamente, “neve” fine), evocando natura e fertilità.
Mahika Mituna è un nome sanscrito che significa “goccia di rugiada”, unito al cognome Mituna del nord dell’India e del Nepal, simbolo di freschezza e di radici comunitarie.
Mahim è un nome maschile indiano derivato dal sanscrito *mahima*, che significa “grandezza”, “maestà” o “lode”, simbolo di grandezza e dignità spirituale.
Mahima, nome di origine indiana derivato dal sanscrito *mahima* (महिमा), significa maestà, grandezza e sovranità.
Mahimi Erina, nome che unisce l’arabo *maḥīmī* (affettuoso, adorabile) e l’italo‑greco *Erina* (pace), incarna amore e serenità interculturale.
Mahim Mahmud è un nome di origine arabo, in cui **Mahim** significa “nascosto” o “discreto” e **Mahmud** “lodevole”, diffuso tra le comunità musulmane di India, Pakistan, Bangladesh e del Medio Oriente.
Mahin è un nome di origine persiana, derivato da **mah** (“luna”), che significa “luce lunare” o “che brilla come la luna”, e si è diffuso in Asia meridionale e Medio Oriente.
Mahir è un nome arabo derivato da *ḥārī*, che significa “abile” o “competente”.
Mahira è un nome femminile di origine araba, derivato da **maḥīr** “abile, esperto”, e indica una persona di grande destrezza.
Mahira bint è un nome arabo che unisce la radice ḥ‑r‑ (sapere, padroneggiare) con “bint” (figlia), evocando abilità, conoscenza e un’eredità familiare.
Mahir Absar è un nome che unisce l’arabo Mahir, “abile” o “maestro”, con il persiano Absar, “sognatore” o “visionario”, evocando l’immagine di un individuo capace e ispirato.
Mahira Cristina è un nome biculturale: “Mahira” è di origine araba e significa “abile, esperta”, mentre “Cristina” è latino‑italiano e indica “seguace di Cristo”.
Mahira Iqra, nome di origine araba, unisce “maḥīr” (abile, esperta) e “qara'a” (leggere), evocando una persona sagace e amante della conoscenza.
Mahir Ali è un nome arabo, in cui *Mahir* indica abilità e maestria, mentre *Ali* significa elevato o nobile.
Mahira Micaela è un nome moderno che fonde l'arabo **Mahira** («abile, esperta») con la variante italiana femminile di Michael, **Micaela** («Chi è come Dio?»), simboleggiando abilità e spiritualità.
Mahira Rani è un nome femminile composto, derivato dall’arabo *maḥīra* (abile) e dal sanscritto *rāṇi* (regina), che evoca l’immagine di una donna capace e di dignità nobile.
Mahira Sultana è un nome di origine araba che combina l’aggettivo “Mahira” (esperta, abile) con la forma femminile di “Sultana” (regina, sovrana), evocando l’immagine di una donna competente e di potere.
Mahiri è un nome di origine araba, derivato da Mahīr (ماهر) che significa “abile” o “l’abile”, indicante padronanza e competenza in un’arte o mestiere.
Mahir Muktar è un nome di origine araba che fonde l’abilità (“Mahir” da *ḥara*, “saper fare”) con la scelta (“Muktar” da *k‑t‑r*, “selezionato”), indicando così “abile selezionato”.
Mahir Tajwar è un nome di origine araba, “abile” o “esperto”, abbinato a un cognome indù‑pakistani che significa “colui che verifica”, simbolo di competenza e ricerca interculture.
Mahiru Fernando è un nome biculturale: “Mahiru” dal giapponese che indica pomeriggio/mittaglio, simbolo di equilibrio e consapevolezza del tempo, mentre “Fernando” dal germano significa libertà o potere, conferendo al nome un forte carattere storico e regale.
Mahiru Thejan è un nome biculturale: “Mahiru” giapponese, che evoca il mezzogiorno e la verità, e “Thejan” di origine persico‑indiana, che richiama “città” o “corona”; la combinazione è emersa con le migrazioni interculturali.
Mahisha è un nome di origine sanscrita che significa “grande” o “potente”, evocando maestosità e autorità.
Mahiya è un nome femminile di radici indiane e arabo‑persiane, che unisce il sanscrito “mahī” (grande) e il persico‑arabo “mahiyā” (vivente), per significare “la grandezza della vita”.
Mahjabeen, derivato dalla radice araba *mahbūb*, significa “amata” e si è diffuso come nome femminile in cultura persiana e subcontinentale.
Mahjouba è un nome femminile di origine araba, derivato dalla radice «j‑w‑b» che significa “scegliere”, ed è interpretato come “selezionata”, “predestinata”.
Mahjuba è un nome femminile di origine araba, derivato dalla radice ḥ‑j‑b «amore», che significa «protetta dall’amore» o «amata».
Mahjuja è un nome sanscrito, formato da *mahā* (“grande”) e *juja* (“discendente”), che significa “progenitore grande” o “discendente di grandezza”.
Mahlet Solomon è un nome etiope che significa “fiore”, accostato a un cognome ebraico che evoca “pace”.
Mahm è un nome arabo, abbreviazione di Mahmoud, che deriva dalla radice ḥ‑m‑d e significa «lodevole», «degno di lode».
Ahmad è un nome di origine araba, derivato dalla radice ḥ‑m‑d che significa “lodare”, e indica chi è stato “il più lodato” o “lo più lodato”.
Mahmod, variante italiana di Mahmoud, nasce dalla radice araba ḥ‑m‑d (lode a Dio) e significa “lodevole, ammirato”.
Mahmoud è un nome proprio di origine araba, derivato dalla radice ḥ‑m‑d che significa “lode” o “onorare”, e quindi indica “colui che è lodato” o “onorato”.