**Mahjuba** è un nome femminile di origine araba, diffuso soprattutto tra le comunità musulmane del Medio Oriente, del Nord Africa e delle regioni circostanti. Il termine deriva dalla radice *ḥ‑j‑b* (حب), che in arabo significa “amore” o “amare”. Da questa radice nasce il sostantivo *mahbūb* (محبوب), “amato”, “adorato”, da cui si è evoluto l’aggettivo *mahjub* (محجوب), “custodito, protetto” e, in senso più poetico, “caro, prezioso”. Il nome **Mahjuba** (محجوبا), quindi, può essere inteso come “quella che è amata” o “protetta dall’amore”, riflettendo un ideale di tenerezza e affetto che ha avuto un forte impatto nella tradizione letteraria araba.
La prima attestazione di Mahjuba risale al periodo classico dell’Islam, quando la nome è apparsa in poesia e in cronache, spesso in riferimento a donne di alto rango o a figure eroiche. Nel XIII secolo, durante il califfato di Cordoba, il nome è stato riportato in alcune raccolte di epigrammi che celebravano l’amore fraternalmente espressivo delle donne della corte. Nella cultura persiana, il nome fu adottato e adattato in diverse forme (Mahjubah, Mahju) e fu spesso usato nelle opere d’arte poetica per descrivere l’amore ideale.
Con l’avvento dei secoli moderni, Mahjuba è rimasto popolare soprattutto nelle comunità arabe e in quelle dell’India musulmana, dove il nome viene usato con un tono di rispetto e devozione. Sebbene non sia tra i nomi più comuni, la sua presenza nelle iscrizioni, nei manoscritti medievali e nei racconti contemporanei testimonia una continuità storica che attraversa migliaia di anni. In sintesi, Mahjuba è un nome che incarna la tradizione di affetto e protezione, radicato nella lingua e nella cultura araba, con una lunga storia di utilizzo nelle comunità islamiche di tutto il mondo.
Il nome Mahjuba è stato registrato per la prima volta in Italia nel 2023, con una sola nascita registrata durante l'anno. Attualmente, il numero totale di bambini nati con questo nome in Italia è di uno.