Nomi femminili e maschili : Sikhismo.



Generi

Ordina per

Iniziano con una lettera

Per paese

Per religione

Per etnia

Nanakwasi Sergio è un nome che fonde l’origine Akan del Ghana, dove “Nanakwasi” significa “discendente di un anziano nato di domenica”, con il cognome latino Sergio, testimonianza di una fusione culturale tra Africa e Italia.
Naviha è un nome femminile di origine persiana e araba che significa “nuovo, fresco, rinnovato”.
Navnaaz è un nome femminile di origine persiana che significa “nuova bellezza” o “nuovo fascino”.
Navpreet è un nome sikh del Punjab, combinazione di “Nav” (nuovo) e “Preet” (amore), che si traduce in “nuovo amore” o “amore rinnovato”, simbolo di rinascita spirituale e affetto eterno.
Navraj è un nome maschile indiano, derivato dal sanscrito *nav* “nuovo” e *raj* “re”, che significa “nuovo re” o “re della nuova era”, simbolo di rinnovamento e leadership.
Navraj, nome sanscrito, unisce “nav” (nuovo) e “raj” (re), significando il “nuovo re” o la “reggenza di nuovi tempi”.
Navraj Singh è un nome sikh del Punjab, formato da **Navraj** («nuovo sovrano») e **Singh** («leone»), che evoca rinascita, autorità e coraggio.
Nazdeep Kaur è un nome Punjabi : “Nazdeep” (del sanscrito *nad* + *deep*) significa “lampo dell’amore”, mentre “Kaur”, cognome sikh per le donne, equivale a “principessa” e simbolizza dignità e uguaglianza.
Nicky Kaur unisce la radice greca “nike” (vittoria) con il termine sanscrito “Kaur” (princessa), esprimendo così il “vincitore del popolo” e la dignità femminile.
Nimrat è un nome indiano di origine sikh‑punjabi che significa “compagno umile” o “amico di cuore”, incarnando valori di modestia e solidarietà.
Il nome Nimrit Kaur, diffuso in Punjab e tra le donne sikh, nasce dal sanscrito *nimr* (“ammirare”, “lode”) e dal termine *kumārī* (“principessa”), simboleggiando onore e uguaglianza.
Nirvair è un nome sanscrito, composto da “nir‑” (senza) e “vair” (odio), che significa “senza odio” e viene spesso usato nelle tradizioni sikh e indù per esprimere pacificazione e tolleranza.
Nirvair, di origini sanscrite, significa letteralmente “senza odio”, incarnando l’ideale di pace e tolleranza nella cultura sikh e indù.
Nirvair Singh è un nome sanscrito che significa “libero dall’odio”, accompagnato dal cognome Singh, “leone”, simbolo di forza e unità nella tradizione sikh.
Panthjot, nome di origine indiana sikh, significa “la luce del cammino spirituale”, simbolo di illuminazione e dedizione alla via sikh.
Parabjot è un nome sikh Punjabi, formato da “Parab” (mondo) e “Jot” (luce), che significa “luce del mondo”, evocando universalità e saggezza.
Paramgun Kaur è un nome sikh del Punjab, derivato dal sanscrito “parama” (supremo) e “guna” (virtù), che significa “qualità suprema”, mentre “Kaur” (princessa) sottolinea l’uguaglianza di genere.
Paramjot è un nome indiano Sikh e punjabi, composto da “Param” (supremo) e “Jot” (luce), che significa “luce suprema”, evocando l’illuminazione eterna.
Parbhjot è un nome sikh indiano che combina “Parbha” (divino, supremo) e “Jot” (luce), significando così “la luce del divino”.
Parmeet è un nome maschile di origine indiana, diffuso tra i Sikh e i Punjabi, derivato dal sanscrito “par” (mondo) e “mit” (amico) e significa “amico del mondo”.
Parminder, nome unisex Punjabi derivato dal sanscrito ‘Par’ (oltre/superiore) e ‘Inder’ (Indra), significa “colui che oltrepassa Indra”, evocando potere, sicurezza e protezione.
Parmish, nome indù/sikh derivato dal sanscrito *parāma* (supremo) e dal suffisso *-īś* (signore), significa “il Signore Supremo”.
Parneet Kaur è un nome femminile del Punjab, unito dal sanscrito “Parinita” (famosa, illustre) e dal cognome Sikh “Kaur” (lionessa, simbolo di parità e forza).
Partap è un nome indù, derivato dal sanscrito *partaḥ* e *patra*, che significa “gloria” o “fama”, diffuso soprattutto nel Punjab e celebrato nei testi sacri e nella cultura Sikh.
Parteek Singh, nome indiano di origine sanscrita, unisce il significato di “segno” o “modello” (parteek) al simbolo di forza del leone (singh).
Pavneet è un nome indiano, diffuso nel Punjab sikh e hindù, che nasce dal sanscrito *pavi* “puro” e dal suffisso *‑neet* “amante”, e significa “devoto della purezza” o “puro di cuore”.
Pavnit è un nome sanscrito che significa “purificato” o “immacolato”, nato nell’antica India e simbolo di purezza spirituale.
Prabhdeep, nome sanscrito unisex che fonde “prabh” (luce divina) e “deep” (lampada), significa “la luce del divino”.
Prabhjot è un nome indiano di origine sikh, derivato dalle radici sanscrite *prabhā* (splendore, luce) e *joti* (fiamma, illuminazione), che evoca l’idea di “luce della luce” e di illuminazione spirituale.
Prabhjot è un nome di origine indiana, derivato dal sanscrito *prabhā* e *jot*, che significa “la luce della divinità” o “illuminazione suprema”, simbolo di verità e saggezza spirituale.
Prabhnoor, composto dal sanscrito *Prabh* “luce” e dall’arabo *Noor* “luminosità”, significa “la luce del Signore” ed evoca l’unione di tradizioni indù e sikh.
Prabhroop Kaur è un nome sanscrito che significa “forma di luce”, accoppiato al cognome Sikh Kaur, “lionessa”, simbolo di uguaglianza e spiritualità.
Prableen è un nome sanscrito che significa “immerso nella luce”, simbolo di illuminazione e saggezza.
Prabnoor è un nome sincretico che unisce il sanscrito *Prabhā* e l’arabo *Noor*, entrambi “luce”, e che simboleggia la luminosità e la saggezza condivise tra le culture indù e musulmane.
Pritpal è un nome indiano Punjabi, derivato da “prit” (amore) e “pal” (protezione), e significa “custode dell’amore”.
Priya Nicole è un nome biculturale, unendo il sanscrito “Priya” (amato, caro) al greco “Nicole” (derivato da *Nikolaos*, “vittoria del popolo”), simbolo di affetto e di forza comunitaria.
Rabaab Kaur è un nome punjabi‑sikh, dove “Rabaab” (dal persiano/arabo) significa strumento a corde e “Kaur”, adottato per l’uguaglianza femminile, indica leone, coraggio e dignità.
Rabab Kaur è un nome che fonde l’arabo *Rabab*, strumento a corde, con il sikh *Kaur*, che significa “princesa”, evocando così una tradizione musicale e l’uguaglianza di genere.
Il nome **Rabab Singh** unisce l’arabo “Rabab”, strumento musicale a corde che simboleggia melodia e arte, al sanscrito “Singh”, che significa “leone”, esprimendo armonia e forza.
Rabjot è un nome aramaico che significa “piccolo guidatore” o “colui che porta la saggezza”, riflettendo la tradizione di saggezza e guida delle comunità cristiane del Levante.