**Il nome Iftia**
Il nome Iftia ha origini che si possono rintracciare nelle lingue araba e persiana, dove la radice *f-t-y* denota “aprire”, “svelare” o “illuminare”. In arabo classico, la forma *iftiyā* (إفتيا) è usata per indicare l’apertura di un libro, di una bocca o di un pensiero, e nel senso più ampio simboleggia l’inizio di un nuovo percorso o la rivelazione di un segreto. In persiano il concetto di *iftā* (“la grande apertura”) è centrale nella spiritualità sufista, dove l’apertura del cuore e dell’anima è vista come il mezzo per avvicinarsi al divino.
Questa connotazione di apertura e illuminazione ha portato la parola ad essere adottata come nome proprio, soprattutto in contesti musulmani e, in misura minore, in comunità di origine araba e persiana che vivono in paesi europei. Nel corso del XX secolo, in particolare negli anni '70 e '80, la diffusione di migrazioni verso l’Europa ha favorito la presenza del nome Iftia tra le famiglie delle comunità di origine tunisine, libanese, marocchina e altre regioni del Nord Africa e del Medio Oriente.
Nonostante la sua rarità in Italia, Iftia è un nome che ha guadagnato una certa reputazione per la sua semplicità e per il suo richiamo a valori di scoperta e di apertura del pensiero. La sua storia è, quindi, intrinsecamente legata alla tradizione linguistica arabo‑persiana e alla diffusione culturale dei popoli che hanno adottato questo nome per esprimere l’idea di un nuovo inizio, di una porta che si apre sul mondo.
Il nome Iftia è stato utilizzato solo una volta in Italia nel 2023, con un totale di una nascita registrata per quell'anno.